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Cultura alimentare

Denominazioni di origine: cosa sono e quali sono i vantaggi per il consumatore?

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DOP, IGP, DOC... Leggiamo spesso questi acronimi, ma conosciamo davvero il loro significato e le loro implicazioni?

La dott.ssa Federica Perazza, Tecnologo Alimentare in Geldi Spa, ci accompagna in un viaggio alla scoperta della loro rilevanza in termini di garanzie e informazioni per il consumatore. 

 

Innanzitutto, cosa intendiamo per denominazione di origine? Cosa stanno a rappresentare i marchi DOP e IGP?

Riprendendo le definizioni del REGOLAMENTO (UE) N. 1151/2012:

  • «Denominazione di origine» è un termine che identifica un prodotto originario di un luogo, regione o, in casi eccezionali, di un paese determinati, la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico ed ai suoi intrinseci fattori naturali e umani e le cui fasi di produzione si svolgono nella zona geografica delimitata.

  • «Indicazione geografica» è un termine che identifica un prodotto:

    1. originario di un determinato luogo, regione o paese;

    2. alla cui origine geografica sono essenzialmente attribuibili una data qualità; la reputazione o altre caratteristiche;

    3. la cui produzione si svolge per almeno una delle sue fasi nella zona geografica delimitata.

Nel complesso, dunque, possiamo definirle come certificazioni che informano sull’origine del prodotto a cui si riferiscono, garantendone alcune caratteristiche legate alle specificità del territorio di origine dello stesso. 

I marchi DOP e IGP sono strettamente collegati alla denominazione di origine di un prodotto, in quanto ne rappresentano le principali declinazioni: i prodotti che recano questo marchio rappresentano le eccellenze della produzione agroalimentare e sono il frutto di "una combinazione unica di fattori umani ed ambientali caratteristica di un determinato territorio.”

Per DOP si intende -letteralmente- Denominazione di Origine Protetta, l’acronimo IGP sta invece per Indicazione Geografica Protetta. Si tratta di vere e proprie certificazioni; la differenza essenziale tra DOP e IGP risiede nel fatto che, mentre nelle prime, tutte le fasi della produzione si svolgono nell’area interessata, il marchio IGP garantisce che almeno una delle fasi della produzione sia svolta nell’area geografica interessata.

 

In che modo l’indicazione di origine informa il consumatore?

La funzione informativa dei marchi DOP e IGP è certamente una delle più rilevanti in riferimento ai vantaggi che il consumatore può trarne.

Questi marchi sono riconosciuti a livello europeo e dal MIPAAF e devono attenersi a dei precisi disciplinari di produzione. In virtù di ciò forniscono ai consumatori una garanzia di informazioni sicure, attendibili e chiare riguardo ai prodotti e alle proprietà che conferiscono loro un valore aggiunto.

Infatti, “i nomi registrati sono protetti contro qualsiasi usurpazione, imitazione o evocazione o contro qualsiasi altra pratica tale da indurre in errore il consumatore.”.

 

Geldi Spa è parte del Circuito del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale; cosa comporta tale adesione?

Quella del “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale” è un valido esempio di Indicazione Geografica Protetta, in quanto è stato il primo marchio di qualità per le carni bovine fresche approvato dalla Comunità Europea per l’Italia.

Questo marchio IGP ha il compito di certificare, garantire e controllare i prodotti derivati dalle tre razze bovine tipiche dell’Italia centrale: Chianina, Marchigiana e Romagnola, tramite un disciplinare di produzione regolamentato e approvato dalla Commissione Europea, che tutti i soggetti all’interno della filiera produttiva sono tenuti rispettare.

Geldi SPA, è parte integrante del Circuito del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP in qualità di laboratorio di sezionamento, questo vuol dire che ci impegniamo a rispettare quanto previsto dal disciplinare di produzione tutelando in questo modo, non solo i produttori, ma anche e soprattutto i nostri clienti che quotidianamente si affidano alla nostra professionalità e serietà.  

 

In riferimento alla globalizzazione e a produzioni che sempre più tendono al decentramento; cosa garantisce il Sistema Europeo di Indicazioni Geografiche e quanto è importante?

In un mondo globalizzato, le aziende tendono sempre più a ricorrere a materie prime e manodopera a basso costo e questo molto spesso induce decentramenti che allontanano le aziende dal proprio territorio d’origine.

Il sistema delle Indicazioni Geografiche dell'Ue, tutelando l'ambiente, l’economia e tutto il sistema produttivo locale, è di certo in controtendenza rispetto ai trend della globalizzazione; ma in tal modo riconosce e preserva il legame indissolubile di ciascuna realtà con il relativo territorio di origine e salvaguarda gli ecosistemi e le biodiversità, sostenendo l'intera comunità.

È facile intuire, quanto queste attenzioni siano vitali, specialmente in riferimento ad un paese come il nostro; infatti, “L'Italia è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a Denominazione di Origine e a Indicazione Geografica riconosciuti dall'Unione Europea. Un'ulteriore dimostrazione della grande qualità delle nostre produzioni, ma soprattutto del forte legame che lega le eccellenze agroalimentari italiane al proprio territorio di origine.”
 

Come si combina la produzione su ampia scala con gli elementi di matrice tradizionale-artigianale connessi alle specificità della zona di origine di un prodotto? Quanto sono tutelati e quanto sono garantiti dalle denominazioni di origine?

Come accennato prima, le tendenze dell'economia odierna sembrano non assecondare la scelta di esaltare gli aspetti tradizionali legati al territorio di origine del prodotto; tuttavia, la forza delle filiere produttive di origine protetta e indicazione geografica protetta sono i singoli produttori e allevatori, le singole aziende di piccole, medie o grandi dimensioni che continuano a rispettare le tradizioni legate al territorio di origine, non lavorando in maniera individuale, ma molto spesso essendo consorziate tra loro con un unico obiettivo comune, che non si limita al -seppur rilevante- rispetto delle matrici tradizionali locali, ma mira anche e soprattutto alla promozione del territorio e delle sue produzioni tipiche nel resto del mondo. 

 

Fonti: REGOLAMENTO (UE) N. 1151/2012, MIPAAF, CONSORZIO DI TUTELA – VITELLONE BIANCO APPENNINO CENTRALE.